Verbali

Riunione del 3 ottobre 20107 – Firenze, Caffè del Verone

Sono presenti:

  1. Santambrogio, P. Montesperelli, M. Cerulo Quaderni di teoria sociale

Fedele Cuculo                                                            Sociologia

Assunta Viteritti                                                         Scuola democratica

Paolo Magaudda                                                        Tecnoscienza

Attila. Bruni                                                               Studi organizzativi

Marco Santoro                                                           Sociologica

Marco Santoro                                                           Studi culturali

Carlo Bordoni                                                            Prometeo

Vincenzo Cesareo                                                      Studi di sociologia

Lella Mazzoli                                                              Sociologia della comunicazione

Paolo De Nardis                                                        Rivista trimestrale di scienza dell’amminisrazione

Paolo De Nardis                                                        Rivista di studi politici

Giovanni Boccia Artieri                                             Mediascapes                                      

Giovanni Boccia Artieri                                             Sociologia della comunicazione

Paolo Zurla                                                                Autonomie locali e servizi sociali

Paola Di Nicola                                                          Italian Sociological Review

Paola Di Nicola                                                          Sociologia e politica sociale

Paola Borgna, Paolo Ceri                                            Quaderni di sociologia

Gabriele Tomei                                                          Rassegna italiana di valutazione

Roberta Sassatelli                                                       Rassegna italiana di sociologia

Carlo Sorrentino                                                         Problemi dell’informazione

Emiliana Mangone                                                     Journal of Mediterranean Knowledge

Alice Mattoni, Luca Raffini                                        Partecipazione e conflitto

Angela Perulli                                                             Cambio

Angela Perulli                                                             Stato e mercato

  1. Bettin, L. Viviani, A. Spreafico, A. Pirni, S. Poli Società/Mutamento/Politica

Stefano Cecconi                                                         Rivista delle politiche sociali

Valeria Fargion                                                           Politiche sociali/Social policies

Maurizio Bergamaschi                                                Sociologia urbana e rurale

Domenico Perrotta                                                    Etnografia e ricerca qualitativa

Roberta Bisi, Raffaella Sette                                       Rivista di criminologia, vittimologia e sicurezza

Valerio Pocar                                                             Sociologia del diritto

Mariella Nocenzi                                                        International Review of Sociology

Mariella Nocenzi                                                        Glocalism

Maurizio Ambrosini, Andrea Torre                            Mondi migranti

Franca Roncarolo, Cristopher Cepernich                   Comunicazione politica

Paolo Parra Saiani                                                      Rivista latinoamericana

Luca Corchia                                                              Lab’s Quarterly

Simona Scotti, Arnaldo Nesti, Veronica Roldan         Religioni e società

Veronica Roldan                                                        Visioni latinoamericane

Vittorio Mete                                                             Meridiana

Alle ore 15:30 Santambrogio e Borgna danno il via ai lavori, ringraziando tutti per la presenza.

Santambrogio ringrazia Bettin Lattes per aver organizzato l’incontro e presenta l’ordine del giorno, che viene distribuito ai partecipanti.

Ordine del giorno

Ambrogio Santambrogio (coordinamento della riunione)

  1. Il ruolo delle riviste nella produzione scientifica sociologica
  2. Perché un coordinamento delle riviste di sociologia
  3. Struttura del coordinamento e sua organizzazione
  4. Rapporti del coordinamento con le istituzioni (in particolare con AIS)
  5. La valutazione ANVUR delle riviste non bibliometriche
  6. Confronto tra i partecipanti sulle questioni future da affrontare
  7. Definizione del prossimo appuntamento

Varie eventuali

Chiusura dei lavori: indicativamente verso le ore 18.

Santambrogio richiama i motivi del presente incontro: “Nei primi giorni di ottobre del 2016, la rivista che dirigo, Quaderni di Teoria Sociale, ha ricevuto una lettera da Anvur in cui si chiedeva di inviare le valutazioni (referaggi). Questo perché gli autori che avevano scritto sui QTS avevano ricevuto una votazione medio-bassa da VQR. Ho ritenuto questa richiesta un vero e proprio sopruso, perché vi è un rapporto tra autore e rivista tale per cui non può essere resa pubblica la valutazione. Inoltre, credo che questo sia un criterio del tutto improprio: si pensi ai giovani colleghi non strutturati o agli autori stranieri che pubblicano sulla rivista e che non partecipando alla VQR non rientrano nella valutazione.

La domanda dunque è quali siano o quali debbano essere i criteri di valutazione delle riviste non bibliometriche. L’idea di quest’incontro è dunque nata da una email inviata ad altri direttori di riviste sul problema in questione. Con i colleghi Borgna e Campelli ho così iniziato a programmare un incontro del genere, al fine di costituire un coordinamento di tutte le riviste di area sociologica.

Credo sia importante rivederci, per mettere le premesse per continuare questa nostra esperienza. Potremmo incontrarci di nuovo qui, in questa struttura. Eleggere Firenze come sede dei prossimi incontri e darci una struttura leggera”.

Segue una serie di interventi sui problemi sollevati da Santambrogio.

Montesperelli: “ci siamo incontrati col CUN, in particolare con il presidente Graziosi, settimana scorsa e ci hanno comunicato che noi sociologi siamo il 3% del personale docente dell’Università. Graziosi dice che il sistema della valutazione ha complessivamente funzionato, ma sono emerse aree di sofferenza: uno di queste è quella sociologica. Il 5% dei sociologi risulta eccellente, ma come è possibile un dato simile, così basso? Il dato è probabilmente falsato, cioè sottostima il dato reale. Questo si verifica – sostiene sempre Graziosi – perché sembra che i sociologi siano estremamente litigiosi tra loro e questo li penalizza”. Per questo motivo, Montesperelli ritiene necessaria una iniziativa di coordinamento e non di scissione. Spirito di coesione e non di scissione, vitale per l’area sociologica.  

Pocar: ringrazia per l’organizzazione dell’incontro. Poi aggiunge: “è vero quanto detto da Montesperelli, siamo molto litigiosi. Questa iniziativa è molto utile e condivido l’idea di un coordinamento leggero”.

Di Nicola: “Per tutto il mio mandato da presidente AIS, ho insistito affinché si maturi una cultura dei referee e del referaggio, perché spesso chi lo effettua non si rende conto degli effetti delle sue valutazioni. Potremmo essere, non dico più duri, ma più esigenti nei confronti dei referee, chiamarli a giustificare le loro affermazioni. Dobbiamo cominciare a renderci conto che, quando valutiamo un prodotto, la nostra azione ha degli impatti sulla vita delle persone che inviano gli articoli”.

De Nardis: ringrazia per l’organizzazione dell’incontro e si dichiara d’accordo con Santambrogio. Poi interviene sulla questione della litigiosità sociologica: “Gli “anziani” qui presenti possono confermare che tale litigiosità ha più volte comportato guasti enormi nella storia istituzionale della disciplina. Ricordo quanto, a volte, abbiamo dovuto soffrire, forse anche per una emotività marcata, che genera problemi. Questo coordinamento delle riviste potrebbe in effetti moderare tali emotività negative. Inoltre, tale coordinamento può generare una semantica comune, ovvero un modo comune su come trattare le questioni e, ad esempio, ridare dignità ai comitati scientifici che sovente vediamo essere lì, su carta, senza che vengano riuniti. Credo che la stessa ANVUR ci chiederebbe meno di rendere conto dei referaggi se i comitati scientifici lavorassero con maggiore frequenza e assisuità”.

Ambrosini chiede che, per il prossimo incontro, venga individuata una sede con la disponibilità di microfono e collegamento Wi-Fi libero.

Mattoni prospetta la disponibilità di un’aula in Palazzo Strozzi, con Wi-Fi e microfono, e si offre di prendere contatti per il prossimo incontro. Tutti approvano.

Santambrogio prende atto del comune accordo sulla proposta di tenere Firenze come sede dei prossimi appuntamenti, usando preferibilmente l’aula di Palazzo Strozzi, e sull’idea di mantenere un coordinamento con una struttura leggera. Poi parla del rapporto con le istituzioni, proponendo che il coordinamento creatosi interagisca, oltre che con AIS e altre istituzioni sociologiche, anche con altre discipline, per ampliare il più possibile lo spettro delle nostre collaborazioni.

Borgna ringrazia Santambrogio per avere scritto ad alcuni colleghi, lei compresa, nell’ottobre del 2016, l’email da cui si può dire sia scaturita l’idea di un collegamento tra le riviste italiane di sociologia e l’incontro odierno. Ricorda poi che il coordinamento dell’area 14 ha avuto un incontro sul tema della valutazione delle riviste con il presidente dell’Anvur, prof. Graziosi, il 20 dicembre 2016. All’incontro erano presenti i presidenti delle associazioni scientifico disciplinari di area 14; per i sociologi, la presidente dell’AIS. Aggiunge inoltre che il 26 gennaio 2017 si è svolto a Roma, presso il Miur, un seminario sulla valutazione delle riviste scientifiche in ambito umanistico organizzato dalla conferenza delle associazioni scientifiche di area giuridica. Al seminario sono state rappresentate le aree dalla 10 alla 14; hanno partecipato ai lavori i professori Andrea Graziosi (Anvur) e Andrea Lenzi (Cun).

Invita i colleghi a rilevare come la classificazione Anvur delle riviste, nata ai fini dell’Abilitazione Scientifica Nazionale (come esplicita il sottotitolo del Regolamento per la classificazione delle riviste nelle aree non bibliometriche) sia di fatto oggi utilizzata, in molti Atenei, in valutazioni svolte ad altri fini. Fa notare infine che si è in attesa di conoscere la composizione dei Gruppi di Lavoro per la classificazione delle riviste ai fini dell’Abilitazione Scientifica Nazionale validi per il triennio 2017-2020, per i quali Anvur ha avviato la procedura per l’acquisizione di manifestazioni d’interesse a ricoprire l’incarico di esperto (scadenza presentazione candidature: 28 giugno 2017).

Sulla questione della verifica dei requisiti per la permanenza in classe A delle riviste, torna sulla inappropriatezza dell’utilizzo dei dati raccolti per la VQR, istituita ad altri fini, e chiede al costituendo coordinamento un impegno alla formulazione di proposte alternative in tema di valutazione delle riviste da sottoporre alla Agenzia Nazionale di Valutazione.

Di Nicola sostiene che se non si avanzano proposte alternative, inevitabilmente passa il sistema di valutazione bibliometrico.

Santambrogio trova che vi sia un ulteriore vizio del valutatore. Ponendosi come agenzia super partes, non accetta confronti con le comunità scientifiche. Bisogna dunque chiedere al valutatore che, ad esempio, il coordinamento delle riviste possa essere ascoltato. Il vulnus fondamentale è che la VQR è stata pensata per la valutazione dei Dipartimenti e dunque non può essere utilizzata per valutare la qualità delle riviste: ad esempio, le riviste pubblicano sulla base di valutazioni anonime mentre la VQR non lo è.

Morlicchio sostiene che i criteri ANVUR siano inapplicabili alle riviste e cita di nuovo il caso degli studiosi stranieri che, non essendo soggetti alla valutazione VQR, penalizzerebbero la rivista che pubblica loro contributi. Sostiene poi la necessità di schierarsi a favore della interdisciplinarietà. E di fare valere altri criteri con cui valutare una rivista: occasioni di confronto create, dibattiti pubblici organizzati, ecc.

Zurla: “Io credo che abbiamo già acquisito il fatto che abbiamo totalizzato un punteggio basso. E così facendo, abbiamo valorizzato altre discipline, perché vorrei sottolineare che nessuno di noi vive in un Dipartimento esclusivo di sociologia. Io credo che il problema non sia soltanto quello di constatare le performance ottenute dai sociologi, ma chiedersi il perché. Parlare di litigiosità dei sociologi è dire tutto e dire niente. È molto difficile avere a che fare con i referee o anche con noi stessi quando facciamo i referee. Ma non siamo una comunità così vasta da poter garantire l’anonimato assoluto dei referee. Dovremmo riuscire a elaborare dei criteri di generalizzazione dei risultati, di internazionalizzazione, ecc.

Siccome è una gran fatica curare le riviste e non si hanno denari per portarle avanti, è uno sforzo che facciamo soprattutto per le persone più giovani. Dobbiamo stare attenti quindi perché sono spazi in cui vi può essere la prima visibilità in termini di carriera per le nuove generazioni. Ci sono dunque diverse cose che non vanno bene, e dobbiamo metterle in fila. Anche il fatto che la VQR decida la carriera di diverse persone, passaggi da un dipartimento all’altro, ecc.”.

Mangone sottolinea alcuni problemi: “l’ANVUR valuta la classificazione delle riviste in base alla VQR e questo è sbagliato, come è stato detto; se noi leghiamo tutti gli articoli e le valutazioni alla VQR, allora questa non serve soltanto a valutare le strutture, ma serve a valutare i singoli all’interno dei singoli Dipartimenti. Infine, una questione di carattere etico: a proposito dei referaggi, bisogna fare il mea culpa sul modo di gestire le riviste (ad esempio, non sempre si chiedono tre referaggi, oppure non sempre si cerca di dirimere i problemi che arrivano da due referaggi contrapposti, ecc.)”.

Viviani evidenzia la discrasia tra l’anonimità dei referaggi nella valutazione degli articoli delle riviste e la non anonimità nella VQR. Inoltre, evidenzia come l’enfatizzazione delle riviste di Classe A stia diventando elemento fondamentale per le carriere. Diventa quindi fondamentale trovare qualche elemento condiviso di valutazione.

Cesareo: “Io non amo la sociologia del lamento, anche se oggi il lamento è fondato. Sull’ANVUR: quest’estate mi sono letto un po’ di giudizi sulla valutazione e sono rimasto sconcertato, perché leggevo spesso giudizi totalmente opposti. Quindi la litigiosità è presente, o forse una sorta di complesso di inferiorità nei confronti di altre discipline, come se noi vogliamo essere più severi di altri. Altro aspetto: quello delle citazioni. Ho guardato le citazioni che utilizzano alcuni bravi autori. Molti citano se stessi, ma se guardiamo bene le citazioni, molti autori importanti riconosciuti sull’argomento non vengono citati. Infine, ultima cosa: dobbiamo discutere di più e trovare occasioni per confrontarci. Chiudo con l’auspicio che l’AIS si faccia carico di un processo di formazione comune di coloro che fanno i referaggi”.

Perrotta: “Volevo spezzare una lancia nei confronti dei referee, anche perché noi stessi spesso lo facciamo. Non capisco questa animosità contro di loro. Poi mi chiedo quanto la VQR e l’ANVUR siano riformabili e quanto il meccanismo della valutazione sia riformabile. Infine, oggi uno dei problemi principali dell’università riguarda le scarse risorse e il numero basso di docenti e questo è uno dei problemi evidenti, che va posto, in particolare sulla precarizzazione. Ad esempio, se io guardo alla mia rivista “Etnografia e ricerca qualitativa”, non so quanti giovani che vi hanno pubblicato negli ultimi 10 anni oggi siano riusciti a entrare nell’università”.

Ambrosini: “Direi che oggi non siamo qui a risolvere i problemi dell’università italiana né quelli della valutazione. Cercherei di restare sul punto delle riviste. Potremmo porci come obiettivo quello di identificare una serie di standard qualitativi delle riviste, la creazione di una carta della qualità delle riviste di sociologia. Parlare tra riviste potrebbe essere un’occasione poi per migliorare la qualità del nostro lavoro all’interno dei comitati di redazione. Potremmo chiederci come formulare le schede di referaggio, come accompagnare le schede di referaggio, come valorizzare i referee che hanno svolto bene il loro compito, ecc.”.

Poli racconta un’esperienza personale: un articolo inviato a una rivista internazionale di classe A, dalla quale ha ottenuto in 3 mesi 4 referaggi e due lettere da editor, in cui vi si indicavano, punto per punto, le cose che non andavano. Dice che è stata un’esperienza formativa. Ha poi inviato lo stesso articolo, tradotto in italiano, a una rivista italiana di classe A e ha ottenuto 4 righe di referaggio. Manifesta la sua disapprovazione per quanto verificatosi. Propone la creazione di un albo dei referee.

Perulli: “Vorrei ritornare sulle proposte: sono molto d’accordo con Ambrosini. Credo sia importante condividere una serie di standard che possano rappresentare il modo con cui lavorare e attraverso cui mostrare il nostro lavoro agli altri. Il referaggio non può essere un processo che viene visto in termini di neutralità, che deresponsabilizza una rivista, come se il risultato di questo processo fosse neutrale e oggettivo, perché questo non esiste. Non è soltanto un problema di individuare il referee: io credo fermamente che non vi sia nessuna possibilità di una valutazione completamente neutrale. Ciascun comitato scientifico di ogni rivista deve assumersi dunque le responsabilità sul processo di valutazione e quindi cercare di sottolineare la responsabilità anche etica con cui facciamo questo lavoro”.

 

Sassatelli: sottolinea come si possa lavorare soprattutto per mettere in comune le buone prassi. Confrontarsi è un modo per produrre un miglioramento comune. “Noi, come Rassegna Italiana di Sociologia, cerchiamo di promuovere sempre un paio di call for paper per anno, per allargare le collaborazioni, di solito curati da un autore italiano e uno straniero; e poi il comitato di redazione si riunisce sempre tre volte all’anno con un’attenzione particolare per gli articoli proposti dai giovani ricercatori. C’è anche una forte responsabilità da parte del direttore e del comitato di direzione, che cercano di valutare i referee da coinvolgere e che valutano anche l’operato del referee. Quindi mettere in comune le buone pratiche è assolutamente necessario”.

Mete si dichiara d’accordo con Ambrosini, proponendo ad esempio la creazione della già citata “carta”, magari partendo da una ricognizione di quello che le singole riviste mettono in atto, degli strumenti che utilizzano, dei comportamenti adottati nel caso di valutazioni contrastanti.

Santoro si dichiara d’accordo con la proposta di Ambrosini. Poi fa notare l’assenza della rivista POLIS dalla lista, invitando ad aggiungerla. Sottolinea come 46 riviste di sociologia per il 3% di personale accademico non sembrano poi così poche. Infine, dichiarandosi editor di due riviste – Sociologica e Studi culturali –, fa notare le differenze tra le due riviste (ad esempio una è di sociologia, l’altra non proprio). Dunque suggerisce di ragionare sul “chi siamo”, sulle riviste di area sociologica che forse non sono così sociologiche, sul numero così elevato di riviste presenti nella lista.

Fargion richiama ancora l’attenzione sul problema degli autori stranieri che, non essendo valutati da ANVUR, penalizzano la rivista. E dei giovani che per fare carriera cercano sempre di più di pubblicare esclusivamente in riviste di classe A.

Pirni lancia una proposta operativa: elaborare una scheda di referaggio comune a tutte le riviste.

Roncarolo sottolinea che il problema è garantire, da un lato, come vengono costruite e gestite le riviste di cui ci occupiamo, dall’altro come viene effettuata la valutazione.

Al termine dell’ampia e approfondita discussione, Santambrogio propone di incaricare tre colleghi di scrivere un documento inerente al problema della valutazione, nel quale vengano presentati i principali argomenti sostenuti nella discussione e sui quali sembra esserci condivisione (ad es., il fatto che la VQR non può essere utilizzata per valutare le riviste; il tema della interdisciplinarità delle riviste; la necessità di una maggiore collaborazione tra comunità scientifiche e gruppi di lavoro ANVUR; ecc.). Un documento che possa poi essere condiviso da tutti e che possa inizare a testimoniare la realtà del coordinamento nazionale delle riviste italiane di sociologia. Propone inoltre di far girare il più possibile tale documento, una volta che sia stato approvato da tutti.

Infine, propone di aggiornare la seduta a febbraio, in una data da decidere, con l’idea di lavorare soprattutto su due questioni: 1) confrontarsi sulle modalità di referaggio; 2) pensare a criteri di valutazione della qualità delle riviste, in modo da far vedere che, da una parte, si rifiuta l’utilizzazione della VQR per la valutazione, dall’altra parte si cerca di essere propositivi.

Vengono infine individuati i tre colleghi che si occuperanno di redigere il documento: Borgna, Santambrogio, Santoro. Tale documento dovrà essere redatto dal gruppo al più presto, così da poterlo condividere in tempi stretti. Tutti sono d’accordo sulle proposte e sui nomi.

La seduta è tolta alle ore 17:45.

Riunione del 2 febbraio 2018 – Firenze, Palazzo Strozzi

quinto piano, Sala Simone del Pollaiolo

Sono presenti:

Ambrogio Santambrogio, Massimo Pendenza             Quaderni di teoria sociale

Paola Borgna                                                              Quaderni di sociologia

Marita Rampazi                                                          Sociologia italiana

Nicoletta Vittadini                                                     Comunicazioni sociali

Vincenzo Cesareo, Marco Caselli                               Studi di Sociologia

Debora Viviani                                                          Italian Sociological Review

Gianmarco Navarini                                                  Etnografia e ricerca qualitativa

Tito Marci                                                                  Sociologia

Assunta Viteritti                                                         Scuola democratica

Vincenzo Mele                                                           Simmel Studies

Lara Sartori                                                                Polis

Edoardo Fittipaldi                                                     Sociologia del diritto

Alessandro Martelli                                                    Autonomia locali e servizi sociali

Lucia Re                                                                     Studi sulla questione criminale

Ciro Tarantino                                                           Minority report

Antonio Fasanella                                                      Sociologia e ricerca sociale

Carlo Sorrentino                                                         Problemi dell’informazione

Emanuela Bonini                                                       AG-About gender

Enrica Morlicchio                                                      Sociologia del lavoro

Pier Luca Marzo, Milena Meo                                    Im@go                                  

Paolo De Nardis                                                        Rivista trimestrale di scienza dell’amministrazione

Paolo De Nardis                                                        Rivista di studi politici

Manolo Farci                                                              Mediascapes                                      

Gabriele Tomei                                                          Rassegna italiana di valutazione

Emiliana Mangone                                                     Journal of Mediterranean Knowledge

Alice Mattoni                                                             Partecipazione e conflitto

Angela Perulli, Vincenzo Marasco                              Cambio

Luigi Burroni, Giovanna Fullin                                  Stato e mercato

  1. Bettin, L. Viviani Società/Mutamento/Politica

Valeria Fargion                                                           Politiche sociali/Social policies

Maurizio Bergamaschi                                                Sociologia urbana e rurale

Roberta Bisi, Raffaella Sette                                       Rivista di criminologia, vittimologia e sicurezza

Mariella Nocenzi                                                        International Review of Sociology

Mariella Nocenzi                                                        Glocalism

Maurizio Ambrosini                                                   Mondi migranti

Cristopher Cepernich                                                  Comunicazione politica

Luca Corchia, Andrea Borghini                                  Lab’s Quarterly

Simona Scotti                                                             Religioni e società

Vittorio Mete, Rocco Sciarrone                                  Meridiana

Carlo Bordoni                                                            Prometeo

Alle ore 14:00, Santambrogio e Borgna danno il via ai lavori, ringraziando tutti per la presenza.

Santambrogio illustra l’ordine del giorno:

Ordine del giorno

Comunicazioni

  1. Modalità e criteri dei referaggi: confronto tra le riviste
  2. Criteri per la valutazione delle riviste che non implichino l’uso della VQR
  3. Criteri per la definizione della interdisciplinarità
  4. Annuario del CoRIS: una proposta

Varie eventuali

Chiusura dei lavori: indicativamente verso le ore 17.

Nelle comunicazioni, Santambrogio informa i partecipanti di aver scritto a Graziosi, presidente dell’ANVUR, per richiedere un appuntamento e di aver ricevuto come risposta quella di rivolgersi al nuovo Direttivo. Aggiunge di aver poi scritto ai componenti del nuovo Direttivo e che attende da loro un riscontro. Insieme a Paola Borgna si rende disponibile all’incontro, ed invita chiunque lo voglia ad unirsi a loro.

Punto 1. Modalità e criteri dei referaggi: confronto tra le riviste.

 

Santambrogio fa notare che i criteri di referaggio mandati dalle riviste sono molto simili, così che possono essere riassunti negli 11 punti messi all’inizio del documento allegato alla convocazione osierna. A partire da questo dato, Santambrogio avanza due proposte operative: 1. costruire una comune scheda di referaggio per le riviste di sociologia e di nominare quindi una commissione che vi lavori; 2. pubblicare ogni 2 o 3 anni i nomi dei revisori effettivamente impiegati dalla rivista.

 

Cesareo suggerisce di allungare il periodo di pubblicazione delle liste per evitare che possano essere fatte associazioni tra revisori e referati.

 

Santambrogio suggerisce di scrivere ‘almeno ogni due anni’.

 

Mangone ricorda che le riviste indicizzate chiedono la lista ogni anno.

 

Morlicchio fa notare che Il Mulino e FrancoAngeli potrebbero non accettare la proposta della scheda perché ne adottano già una.

 

Santambrogio suggerisce quindi che si potrebbe partire dalle loro schede e chiede a Fasanella di potersene occupare, dal momento che la sua rivista utilizza la scheda standardizzata della FrancoAngeli su piattaforma OGS.

 

Fasanella accetta.

 

Tarantino torna sulla questione degli anni e propone ‘tre anni’.

 

Borgna suggerisce ‘al massimo entro tre anni’.

 

Tarantino pone il quesito relativo al fatto che ANVUR scrive che ci deve essere ‘autonomia dei revisori rispetto agli organi della rivista’ e che quindi i membri del Comitato scientifico e di quello di decisione/redazione non possono essere dei revisori per la stessa rivista. Ritiene che ciò sia sbagliato perché gli organi dettano le linee della rivista e decidono le curatele. Inoltre, pone la questione degli autori ‘invitati’, visto che nel caso delle riviste di classe A per ANVUR tutti i contributori devono essere referati.

Morlicchio è contraria al referaggio degli autori ‘invitati’.

 

Santambrogio risponde che qualche volta ciò è permesso perché nello stesso regolamento c’è scritto che «in casi eccezionali la direzione può assumere direttamente la responsabilità della pubblicazione, segnalando la circostanza e le relative motivazioni in una nota nella prima pagina del contributo. Sulla questione invece del coinvolgimento degli organi nel processo di referaggio ritiene che il quesito vada sottoposto allo stesso ANVUR.

Pone inoltre la questione della tempistica dei referaggi e suggerisce di indicare in ‘tre’ i mesi in cui il processo deve essere concluso, includendo anche l’eventuale terzo referaggio richiesto.

Navarini appoggia la proposta dei tre mesi perché ritiene che così si favorisce la tempistica di riproposizione dell’articolo rifiutato presso altra rivista. Propone anche di indicare un tempo per il pre-feraggio, ovvero di tutto quel periodo di circa 1 o 2 settimane che la Rivista utilizza per decidere se l’articolo è referabile o meno.

Borgna suggerisce di pubblicare sulla rivista le informazioni sui tempi del refereaggio.

Santambrogio propone di stendere un Regolamento sui tempi del referaggio e chiede a Fasanella di potersene occupare.

Fasanella accetta.

Ambrosini apre sul first online, ovvero su quella pratica molto utilizzata dalle riviste straniere di pubblicare gli articoli online e con codice DOI prima che questi trovino spazio in un numero della rivista presso cui l’articolo è stato referato.

Mangone critica la pratica del first online, perché afferma che non sempre l’articolo viene poi pubblicato. Il punto viene smentito da molti.

Pendenza ricorda che il codice DOI è inoltre superiore al codice ISSN perché è un riferimento diretto all’articolo, mentre l’altro è della rivista.

Mele suggerisce che forse uno dei motivi per cui le riviste italiane non praticano il firts online è perché il codice DOI è a pagamento.

Santambrogio propone di sollecitare gli Editori a questa pratica. Chiude poi questo punto all’o.d.g. dando per approvate – dopo la lunga discussione – le due proposte iniziali, ovvero 1. costruire una comune scheda di referaggio per le riviste di sociologia, da proporre per l’utilizzo alle riviste italiane, anche in forme adattate a eventuali specifiche esigenze di ciascuna rivista; 2. pubblicare ‘almeno ogni 3 anni’ i nomi dei revisori effettivamente impiegati dalla rivista. Tutti sono d’accordo.

A questo punto Santambrogio propone di anticipare il punto 4 all’ordine del giorno.

Punto 4. Annuario del CoRIS: una proposta

 

Santambrogio propone di costruire un portale web del CoRIS nel quale riportare annualmente le attività e gli indici dell’ultima annata  delle riviste coinvolte. L’obiettivo è quello di offrire un servizio agli utenti e, al tempo stesso, dare più trasparenza al lavoro delle riviste, informando anche su loro eventuali iniziative collaterali.

Navarini suggerisce che sul portale potrebbero essere pubblicati altri materiali, come le info su seminari e sui convegni organizzati dalle riviste.

Rampazi si dichiara d’accordo per il portale.

Morlicchio (ma anche altri) fanno notare che la costruzione e soprattutto l’aggiornamento del portale è impegnativo.

Cesareo propone di usare il portale dell’AIS.

Santambrogio risponde che ritiene preferibile realizzare un sito separato e si propone per progettare il portale e una scheda di riferimento attravesro cui le riviste potranno fornire le proprie informazioni. Si potrebbe poi chiedere al sito dell’AIS un link permanente al sito del CoRIS.

La proposta viene approvata.

Punto 2. Criteri per la valutazione delle riviste che non implichino l’uso della VQR

Santambrogio, ricordando la proposta già discussa nell’incontro precedente circa l’opportunità di eliminare la VQR dalle procedure di valutazione delle riviste, propone di far eliminare i commi 4, art. 5, e 3b, art. 6, del regolamento ANVUR che così recitano: «Per le finalità di cui al presente articolo, l’ANVUR può procedere all’accertamento dell’effettività della revisione richiedendo alle riviste la trasmissione delle schede relative al peer review di contributi o fascicoli pubblicati nell’arco temporale oggetto di osservazione» (art. 5, comma 4), e «accedono alla fase successiva di valutazione esclusivamente le riviste che, nell’ultima VQR, risultino avere ottenuto una valutazione media dei lavori in esse pubblicati superiore almeno del 20% rispetto alla valutazione media ottenuta dalle riviste scientifiche classificate nella medesima area di valutazione» (art. 6, 3b).

Le due proposte vanno nella direzione di richiedere all’ANVUR di impiegare solo requisiti procedurali e oggettivi quali criteri di valutazione delle riviste. Tale proposta, continua Santambrogio, sarebbe inoltre in linea con quanto suggerito da Ambrosini circa il fatto che la valutazione delle riviste debba avvenire solo mediante indicatori formali.

Bordoni fa notare che già la proposta di pubblicare i nomi dei revisori andrebbe nella linea di superare il comma 4 dell’art. 5.

Caselli ricorda però che l’ANVUR chiede che le schede di referaggio siano mostrabili perché è interessato alla procedura messa in atto dalle riviste, e che dunque il solo elenco non è sufficiente.

Vitteritti è d’accordo con Caselli.

Tomei chiede che l’ANVUR renda pubblici i processi e che garantisca che il gruppo di persone che esamina le schede di referaggio richieste sia ristretto. Solo ad esempio il ‘gruppo riviste’.

Viviano è d’accordo con quanto affermato da Caselli e Vitteritti e cioè che l’ANVUR, richiedendo le schede, vuole di fatto vedere come lavorano le riviste.

Marzo, in un lungo intervento, esprime la propria opinione contro la VQR e chiede alle riviste di Fascia A di rinunciare alla propria posizione come atto di contrarietà.

Morlicchio afferma che sia sbagliato non mostrare le schede e suggerisce di trovare indicatori alternativi.

Borgna fa notare che, allo stato attuale, non è noto quale sia l’utilizzo delle schede di referaggio da parte di Anvur (semplice archiviazione; esame delle schede; …).

Fasanella ricorda che il procedimento di referaggio, quando impiega le piattaforme online, è tracciabile e che l’ANVUR potrebbe controllarne gli esiti, ovviamente oscurando il revisore. Ciò, tra l’altro, renderebbe nota la discrepanza che a volte si produce tra valutazioni VQR e valutazioni dei revisore delle riviste.

Martelli chiede di domandare all’ANVUR l’uso che fa delle schede ricevute. Si dice inoltre convinto che bisognerebbe effettivamente mostrare all’ANVUR il tanto lavoro che le riviste fanno e che anzi più si può mostrare, tanto meglio si può verificare il lavoro fatto dalle riviste.

Vitteritti, sottolinenado che il CoRIS fa crescere le riviste e che queste riunioni sono una buona cosa, suggerisce di avvertire, al momento dell’invio della scheda ai revisori, che queste potrebbero essere oggetto di verifica da parte dell’ANVUR.

Santambrogio esprime il proprio disaccordo sull’invio delle schede all’ANVUR. Quest’ultimo, secondo la sua opinione, dovrebbe limitarsi a valutare la qualità delle riviste sulla base di soli criteri formali. Ribadisce quindi la sua proposta di eliminare i due commi sopra indicati.

Non ci sono opposizioni a tal merito.

Cesareo sottolinea come tale proposta rafforzerebbe ancor di più la comunità scientifica. Suggerisce tuttavia di trovare altri indicatori formali da proporre all’ANVUR

Navarini fa notare che oltre all’eliminazione di commi 4, art. 5, e 3b, art. 6, del regolamento ANVUR, bisognerebbe eliminare anche il comma 2 dell’art. 9, pure relativo all’utilizzo della VQR, che così recita: « la rivista, laddove italiana, non abbia avuto lavori sottoposti a valutazione per due VQR consecutive o abbia ottenuto, sempre per due VQR consecutive, risultati negativi rispetto a quanto previsto nel precedente art. 6, comma 2, salvo il caso in cui dimostri che tale risultato sia dovuto a una prevalenza di autorevoli autori stranieri o non strutturati o ad altre circostanze specifiche e eccezionali».

Tarantino torna sui criteri oggettivi e suggerisce di pensare anche indicatori qualitativi oltre a quelli quantitativi.

Ambrosini è d’accordo sulla comunità che si autoregola.

Perulli sottopone all’attenzione del coordinamento il fatto che ANVUR prevede un formulario per la richiesta di passaggio in Classe A ma che ANVUR non rende note le procedure con cui vengono prese le decisioni finali. Suggerisce di proporre delle soglie.

Santambrogio fa un riepilogo della discussione e propone all’assemblea di rappresentare nell’eventuale incontro con l’ANVUR le seguenti iniziative (1 e 2) e proposte (3 e 4) del CoRIS:

  1. presentazione di una scheda condivisa di valutazione degli articoli e di un regolamento sui processi di referaggio che ogni rivista si impegna a rispettare (Fasanella è incaricato di redigere entrambi);
  2. elaborazione di un annuario online del CoRIS;
  3. eliminazione dal regolamento ANVUR dei tre commi sopra discussi (4, art. 5; 3b, art. 6; 2 art. 9);
  4. proposta ad ANVUR di contribuire a trovare una serie di criteri formali di valutazione.

Il coordinamento decide di riunirsi il 31 maggio alle 14:00, sempre a Firenze.

La seduta è sciolta alle ore 17:00.

Riunione del 31 maggio 2018

Firenze, Aula Strozzi, Via La Pira, 4

Sono presenti:

Augusto Cocorullo – Sociologia del lavoro

Carlo Sorrentino – Problemi dell’informazione

Ilaria Iannuzzi – Rivista trimestrale di Scienza dell’Amministrazione

Emanuela Pace – Journal of mediterranean knowledge

Enrico Campo – Simmel studies

Vincenzo Mele – Simmel studies

Luca Corchia – The Lab’s quarterly

Ambrogio Santambrogio – Quaderni di teoria sociale

Lorenzo Bruni – Quaderni di teoria sociale

Paola Borgna – Quaderni di sociologia

Cristopher Cepernich – Comunicazione politica

Isacco Turina – Etnografia e ricerca qualitativa

Laura Sartori – Polis

Vittorio Mete – Merdiana

Giuseppe Giordan – Annual review of sociology of religion

Antonio Maturo – Salute e società

Paolo Zurla – Autonomie locali e servizi sociali

Maurizio Bergamaschi – Sociologia urbana e rurale

Ciro Tarantino – Minority reports

Alessandra Straniero – Minority reports

Stefania Ferraro – Cartografie sociali

Lucia Re – Studi sulla questione criminale

Lorenzo Viviani – Società mutamento politica

Pierluca Birindelli – Società mutamento politica

Nicoletta Pavesi – Sociologia, Studi di sociologia

Maurizio Ambrosini – Mondi migranti

Emanuela Mora – International journal of fashion studies

Giovanni Battista Sgritta – International review of sociology

Mariella Nocenzi – Internationl Review of sociology, Glocalism

Raffaella Sette – Rivista di crimonologia, Vittimologia e sicurezza

Vincenzo Marasco – Cambio. Rivista sulle trasformazioni sociali

Angela Perulli – Cambio. Rivista sulle trasformazioni sociali

Sabina Curti – Sicurezza e scienze sociali

Silvia Fornari – Sicurezza e scienze sociali

Edoardo Fittipaldi – Sociologia del diritto

Francesco Lazzari – Visioni Latinoamericane

Veronica Roldan – Visioni latinoamericane, Religioni e società

Antonio Fasanella – Sociologia e ricerca sociale

Paola di Nicola – Italian sociological review

Emanuela Abbatecola – About Gender

Barbara Saracino – Sociologia italiana. AIS Journal of sociology

Simona Scotti –

(non leggibile) – Visioni LatinoAmericane

Alle ore 14:15, Santambrogio e Borgna aprono i lavori.

Santambrogio illustra l’ordine del giorno:

Ordine del giorno

  1. Approvazione del verbale della seduta precedente
  2. Proposta di un regolamento CRIS
  3. Questione referaggi (scheda comune di referaggio; lettera agli editori; regolamento referaggi)
  4. Incontro con Paolo Miccoli: resoconto
  5. Proposte per il nuovo regolamento ANVUR
  6. Sito CRIS
  7. Annuario CRIS
  8. Proposta di organizzazione di un convegno per il 2019
  9. Definizione del prossimo appuntamento

Varie eventuali

Punto 1 – Approvazione del verbale della seduta precedente

Il verbale della seduta precedente viene approvato a seguito del recepimento di tutte le modifiche proposte.

Punto 2Proposta di un regolamento CRIS

Dopo ampia ed approfondita discussione, si decide di modificare lo Statuto del CRIS come segue.

  1. Modificare l’art. 4 come segue:

“Art. 4.

Il CRIS è un organismo assembleare. Non ha organismi interni ed elegge un coordinatore e un vice-coordinatore a cadenza biennale. Le riunioni sono valide se è presente la maggioranza delle riviste iscritte al CRIS. Le decisioni sono prese dalla maggioranza delle riviste presenti alle riunioni. Le decisioni così prese costituiscono posizioni ufficiali del CRIS e sono rappresentate dai coordinatori. I presenti alle riunioni sono considerati a tutti gli effetti rappresentanti delle relative riviste. Le decisioni prese non sono vincolanti per le singole riviste.”;

  1. Inserire l’articolo 7, che recita:

“Il presente Statuto può essere modificato qualora se ne evidenzi la necessità a maggioranza qualificata”;

Si decide inoltre che per il biennio in corso, a partire dalla data di oggi, il coordinatore è Ambrogio Santambrogio e il vice-coordinatore è Paola Borgna; di approvare lo Statuto a seguito della approvazione delle modifiche sopra indicate.

Punto 3. – Questione referaggi (scheda comune di referaggio; lettera agli editori; regolamento refereaggi)

Dopo ampia ed approfondita discussione, si decide:

  1. di modificare il punto 7 dell’“Elenco dei criteri del processo di referaggio” come segue: “Tutto il processo non deve richiedere di norma più di sei mesi.”;
  2. di modificare il punto 9 dell’“Elenco dei criteri del processo di referaggio” come segue: “La rivista pubblica di norma ogni 3 anni l’elenco dei referees che hanno collaborato nel triennio di riferimento”;
  3. che le riviste aderenti al CRIS possono inserire nei numeri pubblicati la seguente espressione: “La rivista segue i criteri del processo di referaggio approvati dal Coordinamento delle riviste italiane di sociologia (CRIS)”.

Punto 4 – Incontro con Paolo Miccoli: resoconto

Santambrogio sintetizza i contenuti dell’incontro avuto, insieme a Paola Borgna, con il Presidente di ANVUR Paolo Miccoli. Miccoli, dice Santambrogio, è stato molto disponibile e collaborativo. Ha fatto presente che ANVUR aveva appena redatto nuove linee guida di interpretazione del regolamento per la valutazione delle riviste (consultabile ora sul sito ANVUR: Delibera n. 69 del 18/4/2018 del Consiglio Direttivo dell’Anvur avente ad oggetto “Interpretazione autentica degli articoli 5, comma 1, lettera b); 6, commi 3 e 4; 7, comma 2; 8, comma 1, lettera a); 15, comma 2, del Regolamento per la classificazione delle riviste nelle aree non bibliometriche”, http://www.anvur.it/wp-content/uploads/2018/05/Delibera_69_2018_Regolamento_Riviste.pdf) e che si è impegnata a scrivere un nuovo regolamento entro la fine dell’anno, ribadendo la disponibilità a consultare il CRIS e a collaborare con le comunità scientifiche nella stesura dello stesso. Il punto su cui si è avuta una maggiore rigidità da parte del Presidente ANVUR riguarda la questione relativa all’impiego della VQR per la valutazione delle riviste di aree non bibliometriche. Anche se, in definitiva, non sembra esservi un pregiudizio di fondo sulla ridiscussione della materia, come la stessa approvazione da parte del Consiglio Direttivo di una nota di interpretazione autentica di alcuni articoli e commi del regolamento vigente dimostrerebbe. L’insistenza di ANVUR è rivolta però all’identificazione di alternative percorribili riguardo i criteri di valutazione. Inoltre, Santambrogio comunica che Paolo Montesperelli gli ha fatto sapere che anche altre aree CUN (area 10, 11, 12, 13) sembrano interessate ai problemi sollevati dalla valutazione delle riviste di area non bibliometrica. Sarebbe dunque auspicabile, a parere di Santambrogio, incentivare una discussione tra le diverse aree del CUN. Infine, Santambrogio fa presente che Miccoli ha auspicato il contatto diretto tra il gruppo di lavoro per le riviste dell’area 14 e il CRIS. Santambrogio chiede perciò se si è tutti d’accordo nel procedere alla richiesta di tale incontro.  

Anche Paola Borgna conferma la disponibilità di Miccoli e aggiunge alcuni dettagli riguardanti quanto detto dal Direttore ANVUR, con particolare riferimento alle richieste, finalizzate a fugare dubbi interpretativi e ad assicurare la omogenea applicazione per tutti i gruppi di lavoro, (si veda in proposito la delibera sopra indicata) rivolte al direttivo Anvur dal gruppo di lavoro per la classificazione delle riviste di area 12. Il Direttore, dice Borgna, ha raccontato che i giuristi hanno proposto una simulazione su riviste di area giuridica, condotta con i criteri vigenti e poi con criteri modificati. Borgna ribadisce che ANVUR sembrerebbe disponibile a recepire eventuali proposte di modifica rispetto ad un nuovo prossimo regolamento entro l’inizio di ottobre 2018.

Tutti sono d’accordo nel chiedere un incontro con il gruppo di lavoro per le riviste area 14.

Punto 5 – Proposte per il nuovo regolamento ANVUR

Dopo ampia e approfondita discussione, si decide:

  1. che ciascuno si impegna a far pervenire, entro la metà di settembre, proposte relative a criteri alternativi di valutazione della classificazione delle riviste rispetto a quelli vigenti, così da poterli discutere con ANVUR; si condivide l’idea che sarebbe utile arrivare alla stesura di un documento condiviso in materia da sottoporre ad Anvur.
  2. di invitare alla prossima riunione del CRIS il gruppo di lavoro per le riviste dell’area 14, per avere così un confronto diretto sulle questioni sul tappeto.

Punto 6 – Sito CRIS

Santambrogio presenta il sito CRIS, chiedendo se ci sono proposte di modifica. Poiché non emerge nessuna richiesta, si impegna a comunicare al più presto la concreta operatività del sito.

Punto 7 – Annuario CRIS

Dopo ampia e approfondita discussione, si decide:

  1. di suddividere la scheda già compilata in una parte “statica”, contenente le informazioni relative a nome, direttore, redazione, comitato scientifico, etc., da inserire sotto la voce “riviste aderenti” del sito CRIS; e in una parte dinamica, contenente tutte le informazioni relative all’ultima annata, da inserire sotto la voce “annuario CRIS” del sito CRIS;
  2. di segnalare all’indirizzo di posta del CRIS esclusivamente iniziative strettamente attinenti alle attività delle riviste.

Punto 8 – Proposta di organizzazione di un convegno per il 2019

Dopo ampia e approfondita discussione, si decide:

  1. che il CRIS è il soggetto promotore di un convegno scientifico che si intende organizzare nel 2019;
  2. di rinviare al prossimo incontro la decisione relativa al tema del convegno. Si sollecita, nel frattempo, l’elaborazione di ipotesi relative all’individuazione del tema del convegno.

Punto 9 – Definizione del prossimo appuntamento

Il CRIS decide di riunirsi il 17 settembre 2018, ore 14.30.

La seduta è sciolta alle ore 17:00.

Coordinamento delle riviste italiane di sociologia (CRIS)

Riunione del 17 settembre 2018

Firenze, Aula Strozzi, Via La Pira, 4

Sono presenti:

Ambrogio Santambrogio – Quaderni di teoria sociale

Andrea Bellini – Cambio. Rivista sulle trasformazioni sociali

Angela Perulli – Cambio. Rivista sulle trasformazioni sociali

Antonio Fasanella – Sociologia e ricerca sociale

Antonio Maturo – Salute e società

Augusto Cocorullo – Sociologia del lavoro

Barbara Saracino – Sociologia italiana. AIS Journal of sociology

Carlo Bordoni – Prometeo

Carlo Sorrentino – Problemi dell’informazione

Ciro Pizzo – Minority reports

Emanuela Abbatecola – About Gender

Emiliana Mangone – Journal of mediterranean knowledge e Culture e studi del sociale

Enrica Morlicchio – Sociologia del lavoro

Enzo Pace – Annual review of the sociology of religion e Religioni e società

Gianmarco Navarini – Etnografia e ricerca qualitativa

Giovanni Boccia Artieri – Mediascapes e Sociologia della comunicazione

Giuseppe Giordan – Annual review of the sociology of religion

Ilaria Iannuzzi – Rivista trimestrale di Scienza dell’Amministrazione

Laura Scudieri – About Gender

Lorenzo Bruni – Quaderni di teoria sociale

Luca Corchia – The Lab’s quarterly

Luisa Stagi – About Gender

Marco Caselli – Studi di sociologia

Mariella Popolla – About Gender

Marita Rampazi – Sociologia italiana. AIS Journal of sociology

Maurizio Ambrosini – Mondi migranti

Maurizio Bergamaschi – Sociologia urbana e rurale

Paola Borgna – Quaderni di sociologia

Paolo Zurla – Autonomie locali e servizi sociali

Raffaella Sette – Rivista di crimonologia, Vittimologia e sicurezza

Riccardo Prandini – Sociologia e poltiche sociali

Simona Scotti – Religioni e società

Vittorio Mete – Meridiana

Alle ore 14:45, Santambrogio e Borgna aprono i lavori e illustrano l’ordine del giorno:

Ordine del giorno

  1. Approvazione del verbale della seduta precedente ̶  Comunicazioni
  2. Statuto del CRIS: verifica delle riviste aderenti
  3. Risultato della valutazione ANVUR
  4. Documento del coordinamento delle riviste di filosofia: discussione
  5. Proposte per il nuovo regolamento ANVUR
  6. Organizzazione del convegno per il 2019
  7. Annuario CRIS del 2018
  8. Definizione del prossimo appuntamento
  9. Varie e eventuali

Punto1 – Approvazione del verbale della seduta precedente  ̶  Comunicazioni

Il verbale della seduta precedente viene approvato a seguito del recepimento di tutte le modifiche proposte. Non vi sono ulteriori comunicazioni.

Punto 2 – Statuto del CRIS: verifica delle riviste aderenti

Lo statuto del CRIS viene approvato (allegato 1).

Punto 4 – Documento del coordinamento delle riviste di filosofia: discussione

Santambrogio illustra brevemente il contenuto del documento del Coordinamento delle Riviste di Filosofia (da qui in poi CRF). Santambrogio comunica che: il CRF non si è ancora formalmente costituito; il CRF si costituirà formalmente il 1 ottobre 2018, a Roma; il Coordinatore del CRF è venuto a conoscenza dell’esistenza del CRIS attraverso il sito del CRIS ed ha espresso la volontà di stabilire un rapporto proficuo tra i due Coordinamenti; il CRF avanza in maniera esplicita l’istanza del superamento della distinzione tra riviste di fascia A e riviste scientifiche; il Coordinatore del CRF ha invitato il CRIS a partecipare all’incontro di costituzione del CRF del 1 ottobre 2018.

Pitch e Fasanella si propongono di partecipare all’incontro del CRF del 1 ottobre 2018 in rappresentanza del CRIS.

Tutti i presenti sono favorevoli a favorire occasioni di sviluppo di proficue relazioni tra i Coordinamenti delle diverse aree scientifiche.

La discussione del Punto 3 – Risultato della valutazione ANVUR e del punto 5 – Proposte per il nuovo regolamento ANVUR avviene contestualmente.

Dopo le testimonianze di alcune riviste presenti circa le valutazioni ANVUR ricevute nello scorso emse di agosto, viene ribadito da tutti i presenti l’inadeguatezza della VQR ai fini della valutazione delle riviste. In particolare, viene enfatizzata la mancanza di trasparenza e l’opacità delle procedure di valutazione delle riviste.

A seguito di ampia ed approfondita discussione, i presenti (tutti favorevoli tranne 1 astenuto) decidono di approvare una proposta da sottoporre ad ANVUR per la valutazione delle riviste.

La proposta prevede di recepire tutti i criteri di referaggio già presenti nel nostro documento approvato sui criteri di referaggio. La proposta prevede di integrare i criteri di referaggio già presenti nel documento approvato sui criteri di referaggio con alcuni criteri proposti da Ambrosini. I criteri proposti da Ambrosini sono i seguenti: il direttore della rivista deve essere (o essere stato) un accademico di ambito sociologico; la rivista deve documentare una uscita regolare (questo criterio è già presente nel documento approvato sui criteri di referaggio); la rivista deve dimostrare di riunire il Comitato di redazione almeno una volta ogni anno; la rivista deve presentare all’interno del comitato scientifico una certa percentuale di colleghi collocati all’estero (30%?). La proposta prevede poi che la rivista invii ad ANVUR, ai fini della valutazione (sia che si tratti di richiesta di ingresso in fascia A che di conferma), numero cinque saggi, a totale discrezione della rivista stessa. Nel caso in cui ANVUR lo richiedesse, i cinque saggi devono essere accompagnati dai relativi referaggi, resi però anonimi. La proposta deve poi includere, come proposto da Borgna, un esplicito impegno da parte delle riviste che ancora non vi siano approdate di passare progressivamente a piattaforme on-line per la gestione del processo di referaggio.

Santambrogio si impegna a inviare entro dieci giorni la stesura del testo completo della proposta.

 

 

Punto 6 – organizzazione del convegno per il 2019

Santambrogio propone di organizzare un seminario e non un convegno. La proposta avanzata da Santambrogio prevede che il seminario si sviluppi intorno a tre principali aree tematiche, indicativamente identificabili nei seguenti macro-temi: cosa significa fare sociologia oggi; qual è il ruolo del sociologo oggi; comunicare la sociologia (formazione, produzione, comunicazione). Temi che devono essere affrontati prioritariamente dal punto di vista delle riviste. Santambrogio propone poi di nominare un Comitato scientifico e organizzatore, incaricato di: definire e articolare in maniera più dettagliata i tre macro-temi in modo tale da ordinare i contenuti del seminario in sessioni e in forme coerenti; identificare tra i sei e i nove (due o tre per ciascuna sessione) relatori da invitare al seminario. Un numero non troppo elevato di relatori, prosegue Santambrogio, potrebbe consentire di lasciare ampio spazio alla discussione.

Santambrogio propone poi di pubblicare, in un primo momento, tutto il materiale del seminario (testi delle relazioni, contributi al dibattito, etc.) nel sito CRIS, per poi valutare un’eventuale ipotesi di pubblicare i materiali in riviste disponibili alla pubblicazione.

Si decide che il Comitato scientifico e organizzatore del seminario è così composto:

Vittorio Mete, Angela Perulli, Paola Borgna, Giovannibattista Sgritta, Carlo Sorrentino, Lorenzo Bruni, Barbara Saracino.

Punto 7 Annuario CRIS del 2018

Santambrogio comunica che il sito del CRIS è attivo e che l’annuario sarà composto a partire dall’arrivo di tutte le schede. Santambrogio chiede espressamente che chi ancora non avesse inviato la scheda relativa alla propria rivista, lo faccia entro il 30 settembre 2018. Santambrogio comunica che, una volta raccolta le schede pervenute, l’annuario sarà pronto entro il mese di ottobre 2018.

Punto 8 – Definizione del prossimo appuntamento

La prossima riunione del CRIS è fissata per il giorno 22 marzo 2019, ore 14.30.

Punto 9 Varie e eventuali

I presenti sono favorevoli a far pubblicare un’eventuale intervista ai due Coordinatori del CRIS sul sito di ROARS.

I presenti sono favorevoli alla proposta di Borgna di invitare, in occasione di una delle prossime riunioni del CRIS, un esperto nei processi di trasformazione dell’editoria legata alle riviste accademiche e in particolare alle questioni connesse all’open access che collabora con i Quaderni di sociologia. 

La seduta è tolta alle ore 17.30.

Coordinamento delle riviste italiane di sociologia (CRIS)

Riunione del 7 febbraio 2020 – ore 11

Università di Firenze, Aula 203, via Laura 48

Sono presenti:

Autonomie locali e servizi sociali Alessandro Martelli
Cambio. Rivista sulle trasformazioni sociali Angela Perulli
Comunicazionepuntodoc Christian Ruggiero
L’altro diritto Carlo Botrugno
Mediascapes Journal Giovanni Boccia Artieri
Partecipazione e conflitto Luca Raffini
Politiche sociali/Social policies

NON IN ELENCO RIVISTE ADERENTI

Giovanni Giuliani
Quaderni di teoria sociale Vincenzo Romania
Quaderni di sociologia Paola Borgna
Quaderni di rassegna sindacale Andrea Bellini
Rivista di criminologia, vittimologia e sicurezza Raffaella Sette
Rivista trimestrale di Scienza dell’Amministrazione Luca Corchia
Sicurezza e scienze sociali Sabina Curti
SocietàMutamentoPolitica Pierluca Birindelli
Lorenzo Viviani
Sociologia e ricerca sociale Antonio Fasanella
Sociologia del diritto Vincenzo Ferrari
Sociologia del lavoro Augusto Cocorullo
Sociologia della Comunicazione Giovanni Boccia Artieri
Sociologia urbana e rurale Maurizio Bergamaschi
Studi sulla questione criminale Carlo Botrugno
The Lab’s Quarterly Luca Corchia
Trauma and Memory (vedi punto 8) Claudia Hassan
Problemi dell’informazione Carlo Sorrentino
Welfare e ergonomia Mara Tognetti
Antonella Ciocia
Antonietta Bellisari

Su invito CRIS, partecipa ai lavori Maria Carmela Agodi, relatrice del seminario collegato alla riunione odierna.

Alle ore 15:00, si aprono i lavori, con il seguente ordine del giorno:

  • Comunicazioni
  • Approvazione del verbale della seduta precedente
  • Prossima VQR
  • Annuario CRIS
  • Nomina del coordinatore e del vice-coordinatore
  • Proposte di iniziative congiunte (convegni e numeri monografici)
  • Definizione del prossimo appuntamento
  • Varie eventuali

Stante l’impossibilità del coordinatore Ambrogio Santambrogio ad essere presente, la riunione è presieduta da Paola Borgna (vice-coordinatrice).

 

Punto1 – Comunicazioni

Borgna ringrazia Maria Carmela Agodi per il seminario “Analisi di rete della partecipazione ai comitati scientifici delle riviste italiane di fascia A. Spunti per una riflessione comune” (materiali a cura di Maria Carmela Agodi, Ilenia Picardi, Marco Serino), da lei tenuto nella giornata odierna, organizzato dal CRIS in concomitanza con la riunione periodica.

Punto 2 – Approvazione del verbale della seduta precedente

 

Borgna propone il rinvio del punto all’OdG, non essendo stato fatto nuovamente pervenire, in data ravvicinata rispetto allo svolgimento della riunione, il testo del verbale (in realtà già circolato all’inizio del mese di aprile 2019) ai componenti il Coordinamento.

Punto 3 – Prossima VQR

 

Borgna rammenta ai presenti i principali contenuti del D.M. VQR 2015-2019 del 29/11/2019 (Linee guida per la valutazione della ricerca [VQR] 2015-2019), del Bando VQR 2015-2019 del 3 gennaio 2020 e degli avvisi pubblici del 30/1/2020, in particolare l’Avviso pubblico n. 1- Componenti GEV VQR 2015-2019.

Borgna ricorda pure le già note prese di posizione del CRIS nei confronti della relazione istituita tra VQR e sistema di classificazione delle riviste, osservando pure che i documenti prodotti in proposito nel tempo dal Coordinamento non sembrano aver sortito alcun effetto, neppure sulle versioni più recenti del Regolamento per la classificazione delle riviste.

Rispetto ai documenti citati, richiama l’attenzione sulla “questione open access” (che più e prima di altre riguarda le riviste), riconducibile ai contenuti dell’articolo 1, comma 3 del D.M. VQR, che si riferisce ai prodotti oggetto di valutazione individuandoli in prodotti liberamente e gratuitamente accessibili in un elenco di repertori, e a quelli dell’articolo 8 del Bando VQR, in cui si specificano le modalità in cui i prodotti sottoposti a valutazione dovranno essere resi disponibili e si distinguono gli articoli scientifici relativi a risultati della ricerca finanziata per una quota pari o superiore al 50% con fondi pubblici, dagli articoli scientifici relativi a risultati di ricerca finanziata con fondi pubblici per una quota inferiore al 50%,  monografie e altri prodotti della ricerca.

Borgna rammenta la discussione che in relazione a ciò si era sviluppata anche all’interno del CRIS, via email, e gli interventi del CUN che nelle adunanze del 17 dicembre 2019 (con riferimento al D.M. VQR) e del 16 gennaio 2020 (con riferimento al Bando VQR) esprimevano riserve e preoccupazioni e formulavano analisi e proposte. In particolare:

Per quanto riguarda il contenuto del DM, il CUN rileva una serie di criticità; tra queste: a) l’introduzione di un vincolo legato alle modalità di pubblicazione [Open access], che potrebbe falsare e/o distorcere la procedura di valutazione. Inoltre, a tale proposito, il CUN mette in evidenza il nocumento che l’applicazione retroattiva di tale vincolo potrebbe avere sul sistema universitario anche in termini di sostenibilità economica, in ragione dei costi connessi alla necessità di rendere accessibili le pubblicazioni protette da copyright/embargo; b) i requisiti per la selezione dei GEV, che appaiono eccessivamente bassi e insufficienti per garantire l’elevata qualificazione richiesta dal loro accresciuto ruolo rispetto ai precedenti esercizi, anche in considerazione del sistema di selezione attuato per estrazione a sorte; c) la previsione concernente le pubblicazioni con di più di cinque coautori, che limiterebbe in prospettiva futura la ricerca multidisciplinare e lo sviluppo di collaborazioni, anche internazionali, tra diverse strutture. Con questo testo, il CUN chiede che, analogamente a quanto già avvenuto nei precedenti esercizi della VQR, sia prevista una fase di consultazione sulla proposta del bando ANVUR prima della sua emanazione [adunanza CUN del 17 dicembre 2019].

e

Il Consiglio ha espresso in questa seduta un parere sul Bando ANVUR del 3 gennaio 2020 su “Valutazione della qualità della ricerca 2015-2019 (VQR 2015-2019)”, emanato in attuazione del DM 1110/2019, confermando l’analisi del 17 dicembre 2019. Il CUN ritiene che quanto previsto dal bando potrebbe causare distorsioni del sistema universitario e disfunzioni nel processo di valutazione, oltre a discriminazioni fra le Aree con gravi ripercussioni sulla valutazione della qualità della ricerca delle Istituzioni, delle strutture e delle Aree. Osserva inoltre che alcuni articoli del Bando possano rendere concreto il rischio di una applicazione ai singoli ricercatori degli esiti della valutazione. Il consesso ha dunque espresso la convinzione circa la necessità di una revisione del Bando e la contestuale adozione di provvedimenti urgenti per garantire procedure efficienti e uniformità nella valutazione fra le Aree, e superare le criticità contenute nel DM 1110/2019 già segnalate [adunanza CUN del 16 gennaio 2020].

Ricorda ai colleghi che le Consulte e Associazioni scientifiche di Area 10 hanno prodotto un articolato documento critico su vari aspetti di D.M e Bando, che tra le altre richiede il congelamento delle “[…] irrealistiche richieste sull’open access per las VQR3 […]”, documento inviato in data 2 febbraio a Ministro, Presidente Anvur e, p.c., al Presidente CUN e al Presidente del Comitato di Area 10 (ma reso pubblico in data precedente).

Borgna presenta anche il riscontro Anvur del 28/1/2020 al parere CUN relativamente al bando VQR, che con riferimento alla questione Open Access parla esplicitamente di “[…] quadro complesso di regole che potranno essere integralmente applicate solo per il futuro”.

Così ricostruito il quadro, si apre la discussione.

Fasanella interviene per proporre un incontro con i componenti dei costituendi GEV, che metta a tema la scelta dei referee e la definizione operativa di qualità.

Agodi sollecita i colleghi a partecipare al bando per l’acquisizione di interesse a ricoprire l’incarico di esperto nei GEV e sostiene l’opportunità della organizzazione di momenti di incontro e scambio per la condivisione di principi e regole che conducano all’assunzione di autonomia da parte della comunità scientifica.

Sorrentino concorda con le richieste dei colleghi e in particolare con la rivendicazione di corresponsabilità, rilevando che la questione è da sottoporre alla Consulta dell’Area 14.

Romania interviene per osservare, distinguendole tra loro, le dimensioni tecniche dalle dimensioni politiche della vicenda.

Dopo ampia discussione, il CRIS chiede ad Agodi, nella sua qualità di Presidente dell’Associazione Italiana di Sociologia, di volersi fare interlocutrice verso le altre associazioni sociologiche (Sisec e SISCC in primis) per organizzare un momento di lavoro comune sui temi emersi, possibilmente prima della composizione dei GEV (che l’Avviso pubblico indica come prevista per il 15 aprile 2020). Agodi accetta.

Punto 4 – Annuario CRIS

Borgna ringrazia i colleghi che hanno inviato le informazioni con cui è stato costruito l’Annuario 2018 e chiede ai colleghi aiuto per la pubblicizzazione presso sedi diverse dell’esistenza del medesimo.

Fasanella chiede che venga valutata la possibilità dell’inserimento nella pagina dell’Annuario di una funzione “cerca” che faciliti la ricerca di informazioni. Corchia si incarica di esplorare la possibilità sostiene la proposta di Fasanella e Agodi di preparare una matrice che consegna una raccolta di maggiori e più sistematiche informazioni sulle riviste, utili all’elaborazione di dati, sul modello dell’analisi presentata durante il convegno da Agodi.

Borgna propone che per le prossime edizioni sia consentito (mediante apposite credenziali) direttamente l’accesso a chi, per conto di ciascuna rivista, provvederà all’inserimento delle informazioni. Ciò consentirà anche aggiornamenti in itinere, vale a dire prima del completamento dell’annata.

La proposta è approvata.

I direttori delle riviste riceveranno le credenziali per procedere direttamente e in autonomia all’inserimento delle informazioni.

Punto 5 – Nomina del coordinatore e del vice-coordinatore

 

Borgna propone il rinvio della discussione del punto 5 all’OdG.

L’assemblea approva.

 

 

Punto 6 – Proposte di iniziative congiunte (convegni e numeri monografici)

Si riferisce di almeno due iniziative di collaborazione in corso di definizione tra riviste aderenti al Coordinamento.

La prima coinvolge “Quaderni di Teoria Sociale”, “Quaderni di Sociologia” e “Cambio”, per una giornata di studi sul tema “l’Italia è un paese in via di de-civilizzazione?”, sul quale le tre riviste prepareranno una call, da diffondere anzitutto all’interno delle tre riviste. Verranno formati un comitato guida e uno operativo, formato da membri dei comitati delle tre riviste.

La seconda coinvolge “Quaderni di Teoria Sociale”, “The Lab’s Quarterly” e “Problemi dell’informazione”. Le tre riviste pubblicheranno tre numeri monografici collegati sull’opera di Pierre Bourdieu, per il 2022, a venti anni dalla sua morte. Suddividendo i saggi in base agli orientamenti editoriali, utilizzando le formule dell’invito e della call, l’iniziativa intende esaminare i presupposti epistemologici e i concetti fondamentali della teoria sociale del sociologo francese e documentare le sue applicazioni nelle indagini di studiosi/e italiani/e in molteplici ambiti di ricerca, con un approfondimento particolare sul campo del giornalismo. L’unità dell’iniziativa sarà comprovata dall’editoriale congiunto, presente nelle tre riviste e firmato dai curatori (Massimo Cerulo, Carlo Sorrentino, Andrea Borghini e Luca Corchia), e dalla creazione di un gruppo di lavoro ad hoc per le comunicazioni e le attività redazionali.

Allo stato attuale, le iniziative sono aperte all’eventuale contributo di altre riviste. Iniziative di questo genere intendono esplicitamente incoraggiare e promuovere la collaborazione scientifica tra le riviste italiane e se ne auspica l’incremento.

Punto 7 – Definizione del prossimo appuntamento

La prossima riunione del CRIS è fissata per il giorno 9 ottobre 2020, a Firenze, con la medesima organizzazione della giornata odierna: seminario alle ore 11; riunione del Coordinamento alle ore 14.

Dato il dibattito avviatosi tra le riviste via email proprio in occasione della pubblicazione delle Linee guida VQR in tema di open access (vedi sopra, punto 3), si propone che il seminario sia dedicato al tema dell’open access e che prenda la forma della presentazione delle esperienze attualmente esistenti di open access tra le riviste aderenti al CRIS.

L’assemblea approva.

Punto 8 – Varie ed eventuali

La richiesta di adesione al CRIS da parte della rivista “Trauma and Memory”, rappresentata alla riunione da Claudia Hassan, è approvata.

La seduta è tolta alle ore 16.30.

Coordinamento delle riviste italiane di sociologia (CRIS)

Riunione del 2 luglio 2020, ore 15

Riunione svolta in modalità a distanza tramite piattaforma Microsoft Teams

Partecipano alla riunione:

Ambrogio Santambrogio

Carlo Sorrentino

Romina Gurashi

Lorenzo Bruni

Luca Corchia

Maurizio Ambrosini

Maurizio Bergamaschi

Paola Borgna

Raffaella Sette

Sabina Curti

Maria Graziella Tognetti

Emiliana Mangone

Claudia Gina Hassan

Davide Cadeddu

Enrica Morlicchio

Paolo Zurla

Maria Carmela Agodi

Paolo Parra Saiani

Stefano Cristante

Pierluca Marzo

Vincenzo Ferrari

Emanuela Abbatecola

Marco Caselli

Alle ore 15:00 Santambrogio apre i lavori.

Santambrogio, in qualità di Coordinatore del CRIS, fa il punto sulla discussione avviata con i Presidenti delle Associazioni sociologiche sul bando ANVUR relativo alle candidature per i posti disponibili nel gruppo di valutazione delle riviste di Area 14.

Il confronto, riferisce Santambrogio, ha portato all’idea di redigere un documento condiviso da tutte le Associazioni di area sociologica, da estendere poi anche a tutta l’Area 14. I punti fondamentali del documento riguarderanno il tema della trasparenza: si chiederà ad ANVUR di rendere noto l’elenco di chi ha presentato domanda; di rendere poi pubbliche le valutazioni che si faranno a proposito delle riviste che chiederanno la fascia A. Inoltre, si chiederà un maggiore riconoscimento della rappresentanza di genere.

Interviene subito dopo Agodi che, anche in qualità di Presidente AIS, sottolinea l’importanza che possa essere sollecitata la candidatura di colleghi capaci di rispondere a una serie di requisiti, poi fatti propri da tutti i presenti, concernenti la rappresentanza territoriale e di dimensione degli Atenei di provenienza; l’età; il fatto di essere o meno direttori di riviste; ecc. Emerge, in particolare, l’importanza che tra i componenti del GdV si possa instaurare un clima collaborativo e di reciproca fiducia. Agodi si impegna a sollecitare candidature all’interno degli iscritti AIS e a rendere noto, in nome della trasparenza, il nome di chi accetterà di candidarsi.

Nei vari interventi si sottolinea, tra l’altro, l’importanza di riprendere il confronto e la collaborazione con le altre associazioni di riviste; l’importanza del riconoscimento della interdisciplinarità; l’importanza che la fascia A, qualora riconosciuta, valga per tutte le macro-aree sociologiche; una inderogabile esigenza di trasparenza nelle procedure. Viene inoltre apprezzato il riconoscimento che CRIS ha ottenuto dalle varie Associazioni. Si chiede infine che nel prossimo incontro – previsto per venerdi 9 ottobre, ore 11, a Firenze – venga discusso in modo approfondito l’attuale Regolamento ANVUR per la valutazione delle riviste.

A seguito della discussione (intervengono Agodi, Ambrosini, Zurla, Tognetti, Borgna, Morlicchio, Abbatecola, Cristante, Mangone), si decide quanto segue.

Si dà mandato a Santambrogio di proseguire il lavoro di confronto con i Presidenti delle Associazioni di sociologia, al fine di redigere una versione definitiva del documento sopra descritto. Si accetta l’idea proposta da Agodi rispetto alle candidature e si dà mandato a Santambrogio di collaborare per la loro identificazione.

Santambrogio si impegna a condividere con tutti gli aderenti al CRIS il documento nella sua versione definitiva e l’elenco dei candidati sostenuti da AIS.

La seduta è tolta alle ore 16:45